RISVEGLIO DI COSCIENZA

lunedì 23 ottobre 2017

domenica 22 ottobre 2017

mercoledì 30 agosto 2017

“Io, malata di sclerosi, sono rinata grazie alla Cannabis Terapeutica” La Testimonianza

“Io, malata di sclerosi, sono rinata grazie alla Cannabis Terapeutica” La Testimonianza

Di seguito la testimonianza, giunta a noi attraverso un commento, di una ragazza malata di Sclerosi multipla. Si tratta di uno dei cinque pazienti dell’ospedale di Casarano che stanno sperimentando la somministrazione del Bedrocan, nome medico della Cannabis Terapeutica. “Da quando ho cominciato a usarla, sono rinata”, scrive. Testimoniando il valore che la terapia assume nel miglioramento della qualità della vita di chi si trova a combattere la difficile battaglia contro la malattia.

martedì 11 febbraio 2014

Dal 2015 sarà obbligatorio registrare il proprio DNA nella banca dati del Ministero dell’Interno

Dal 2015 sarà obbligatorio registrare il proprio DNA nella banca dati del Ministero dell’Interno

Da qualche giorno è in onda uno spot sulle reti Rai per la campagna di informazione sulla Banca dati del Dna, in programmazione fino al 13 febbraio.
La Banca, in analogia a quelle già attive in altri Paesi dell’Unione Europea, è una struttura che nei progetti fornirà materiali da utilizzare per l’identificazione di autori di reati o di vittime di sinistri. L’obiettivo, sottolinea il Comitato, ”è quello di illustrare i vantaggi in termini di sicurezza per il cittadino, in un’ottica di prevenzione e repressione del crimine, ma anche di concreto vantaggio per chi è innocente e può essere scagionato grazie a queste tecnologie”.
La Banca dati nazionale del Dna è istituita presso il Ministero dell’Interno e raccoglierà i profili del Dna di tutti i cittadini italiani che avranno compiuto il 18° anno di età.
Dal 01/01/2015 ogni persona in possesso della cittadinanza italiana o residente da più di dieci anni nel territorio italiano, sarà obbligato a fornire il proprio DNA al laboratorio ASL della Provincia di appartenenza, pena esclusione dalle liste elettorali, multa dai 1.000 ai 5.000 euro e perdita della cittadinanza. Il dibattito è aperto sulle questioni concernenti la libertà e la privacy dei cittadini. Sta di fatto che con l’ausilio di questi strumenti si sono risolti casi oramai dati per chiusi. Un esempio, il caso di Elisa Claps.
Modifica Il tuo Dna Cambia il tuo Destino - Libro
Il nostro organismo è molto più complesso di quanto si creda comunemente: le interazioni tra i vari livelli (materiale sottile) sono continue
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sabato 18 gennaio 2014

Cina: 18 milioni di cani e 4 milioni di gatti l’anno uccisi per il consumo di carne FOTO

caniOltre 18 milioni di cani e 4 milioni di gatti vengono uccisi ogni anno in Cina per il consumo di carne
Oltre 18 milioni di cani e 4 milioni di gatti vengono uccisi ogni anno in Cina per il consumo di carne. Si tratta un’abitudine alimentare diffusa in particolare al confine nord-est con la Corea e nelle regioni meridionali di Guizhou, Guangdong e Guanxi, mentre non si verifica a Pechino ed è stata vietata nel 1950 a Hong Kong. A sottolinearlo è l’organizzazione internazionale Animal Equality, che ha investigato per tre settimane il commercio della carne di cane e gatto nel Paese.
Gli attivisti hanno visitato il mercato dei ‘Tre Uccelli’ di Dali, situato a Nanhai, quello di animali esotici a Wuhan e quello di Fu Xing, insieme a due allevamenti di cani a Jiaxiang e Jining e al mattatoio di Zhanjiang.
Cani rubati e usati per la riproduzione e cuccioli con meno di due mesi stipati nelle gabbie in attesa di essere trasportati, dopo un viaggio di 1.200 km, verso mercati e macelli. Dall’indagine è emerso che nel mattatoio di Zhanjiang i canivengono tenuti in una stanza chiusa e buia, nella quale manca l’aria, senza cibo ne acqua, in attesa di essere colpiti alla testa e pugnalati a morte.
In seguito a quanto emerso dall’investigazione è stata lanciata la campagna internazionale ‘Senza Voce’, per chiedere la fine del commercio di carne di cane e gatto in Cina. La campagna è iniziata nel mese di aprile e da allora oltre 192mila persone hanno appoggiato la petizione.
Quando le firme raccolte arriveranno a quota 200mila, saranno consegnate alle ambasciate cinesi in Germania, Spagna, Italia, Inghilterra, Stati Uniti e Messico.
 Fonte: informasalus.it
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Italia: suora di 32 anni partorisce un bimbo


Italia: suora di 32 anni partorisce un bimbo ROMA - Una suora di 32 anni originaria di El Salvador, martedì notte ha partorito un bimbo all’ospedale San Camillo De Lellis di Rieti. Secondo quanto confermato da fonti sanitarie, è stata trasportata al pronto soccorso dal 118, chiamato dalle consorelle preoccupate per i forti dolori al ventre accusati dalla donna.
Una panoramica di RietiUna panoramica di RietiLE DOGLIE - Giunta all’ospedale reatino i medici hanno confermato la diagnosi formulata dall’equipaggio dell’autoambulanza che, da subito, prestando le prime cure alla suora, aveva sospettato una gravidanza. «Non sapevo di essere incinta, avevo solo un forte mal di pancia» ha riferito ai primi soccorritori la suora. Mentre le consorelle, convinte che si trattasse di un mal di pancia, una volta appurato che la suora aveva le doglie sono rimaste esterrefatte: «Com’è possibile? Non potevamo immaginare una cosa simile».
BOCCHE CUCITE - Poche ore dopo il ricovero la religiosa, che risiede in un convento del capoluogo sabino, ha messo al mondo un maschietto di 3 chili e mezzo. Il parto, naturale, è avvenuto nel più stretto riserbo garantendo alla suora un posto letto lontano da occhi indiscreti, ma la notizia è comunque trapelata.
I PRIMI VESTITINI - Alcune mamme partorienti del reparto di ostetricia del San Camillo hanno fatto una colletta e hanno comprato i primi vestitini necessari per il bambino, dal momento che la suora non aveva nulla con sé. Al bambino è stato dato il nome di Francesco, di secondo nome Sandrino.
Rieti è al centro di una pianura devota a San Francesco e chiamata valle santa per i quattro santuari posti agli angoli della zona. Qui San Francesco fece il primo presepe della storia e sempre in questa zona fu operato agli occhi. Meta di pellegrini provenienti da ogni parte del mondo, sulle orme del Cammino di Santiago, il Cammino di Francesco è un itinerario di 70 chilometri che unisce i quattro luoghi santi.
Cinta muraria di RietiCinta muraria di RietiDON FABRIZIO: PRIMA DI TUTTO IL BIMBO - «Si assumerà tutte le responsabilità di mamma» ha assicurato il parroco della parrocchia Regina Pacis di Rieti, don Fabrizio Borrello, pur non nascondendo lo «sconvolgimento» della comunità di 40 mila abitanti. «Da quello che ho potuto capire - afferma don Fabrizio - la suora si occuperà del suo bimbo.
In paese è tutto un parlare della religiosa originaria di San Salvador. «Qualcuno - racconta il parroco - ha ipotizzato che di recente la sorella fosse tornata nel suo paese natale». Il convento dove è di stanza la suora, spiega ancora don Fabrizio, funziona da casa di riposo per donne anziane. «Le suore, tutte di una certa età, sono sconvolte», ammette il parroco che spiega che in Paese «non si parla d’altro. E sarà così a lungo». Il sacerdote che conosce bene le sue anime si è fatto un’idea precisa di ciò che è accaduto: «queste suore che arrivano da paesi molto poveri entrano in monastero un po’ sprovvedute. Pare che la suora non si sia mai confidata con nessuno e ho la netta sensazione che fosse veramente ignara di essere incinta». Il sacerdote pone l’attenzione sulla nuova vita: «il bimbo che ha dato alla luce è una creatura di Dio, rispetto per la vita umana. Il Papa per primo ci ricorda che, al di là degli errori, la dignità delle persone va rispettata». Il vescovo di Rieti Delio Lucarelli comunque - attraverso il suo portavoce - ha suggerito alla suora di abbandonare l’ordine e affrontare la nuova vita secolare.

sabato 14 dicembre 2013

Il Risveglio: Messaggi Dai Reami Della Luce

Il risveglio non viene sottolineato da squilli di tromba. E' quasi impercettibile all'inizio, ma prende forma, ci si accorge del proprio ruolo nel disegno divino, si fa vivo reale e convive con te. In fondo è naturale visto che sei tu nella tua vera essenza, è quasi poesia dell'animo. I primi momenti sono magici e ti conducono la mente in un mondo diverso, quello interiore, che ti spinge a guardare tutto con occhi diversi, e ti accorgi che in fondo quella visione l'avevi già, ti è connaturata, è una tua espressione profonda che hai represso per tanto tempo.

Il termine risveglio ha proprio questo senso, non sembra neanche trascendente ma naturale, anche semplice ... anche più semplice del mondo che ti gira intorno con migliaia di sfaccettature che confondono la verità, che distolgono dal vero interesse che si dovrebbe avere nella vita materiale: quello di ascendere alle sfere più alte, scendendo nel nostro mondo interiore che ci rivela verità semplici, essenziali, armoniche, mettendoci in pace con il creato inteso nella sua interezza, allineati con il disegno che il creatore ha tracciato dai tempi senza tempo.

La rivelazione, la quale si può immaginare come un evento sconvolgente, non ci sconvolge quando arriva, al contrario ci scalda dentro il cuore, perchè ciò che è da sempre dentro di Noi. Il cammino deve poi proseguire confrontandosi ogni giorno con la realtà quotidiana che scorre come sempre, ma tu la vedi diversa, da un altro punto di vista che hai sperimentato per la prima volta nel risveglio, e che continuerai a sperimentare nella nuova consapevolezza di te stesso e per forza di cose, degli altri.

Diventa cosi naturale provare amore e compassione per l'intera umanità, non più lontana ma vicina, avendo scoperto i veli del karma che li accomuna in una sorta di fratellanza e destino comune di esseri che vanno verso la stessa direzione, solo con velocità diverse. Si impara a rispettare l'esperienza di tutti, qualunque essa sia, si impara a non giudicare dalle apparenze e in ogni caso a non giudicare perchè non è lecito.

I panni che si sono indossati in mille vite sono serviti a capire che tutti hanno avuto lo stesso destino di interpretare mille personaggi diversi alla ricerca tutti del vero Sè, della Matrice di tutte le cose, in mille modi diversi e con migliaia di karma diversi, e in tutti i ruoli. Così, quando guardate tutte le facce che vi circondano non fate altro che specchiarvi in loro, e se esse sono l'immagine dei vostri lati oscuri vi daranno fastidio, viceversa se avrete superato questa esperienza saranno vostri fratelli sperduti alla ricerca della Via, ancora inconsapevoli, e fino alla loro personale rivelazione che avverrà per ognuno con tempi e modi diversi. Tutto questo è la base dell'amore universale. L'armonia unisce tutti gli esseri, pur diversi tra loro ma identici per provenienza e destinazione.



Il Risveglio del Leone
Umanità, mai più in ginocchio!
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martedì 19 novembre 2013

CREAZIONE: L’ORIGINE DELL’ANIMA UMANA di Dolores Cannon




Ogni cosa presente nella Creazione ha avuto un inizio, ma nel mio lavoro ho scoperto che non esiste una fine. Quando negli anni ’60 ho cominciato a studiare la regressione nelle vite passate e il fenomeno della reincarnazione non c’erano ancora a disposizione molte informazioni. Il termine “new age” non era nemmeno ancora stato coniato.
Il mio defunto marito Johnny ed io ci imbarcammo in un incredibile viaggio avviando un esperimento che riguardava una regressione in una vita precedente che ha condotto il nostro primo soggetto, Anita, a rivivere cinque delle sue vite passate lungo il percorso della creazione del suo spirito fino ad arrivare alla Sorgente.
Tutte le vite passate di Anita a modo loro erano affascinanti, ma quando abbiamo comunicato con il suo spirito prima che si incarnasse in un corpo umano sulla Terra, ci venne dato un assaggio dell’incomprensibile dinamica della Creazione.
Durante le innumerevoli sessioni di regressione che ho condotto, mi è stato detto che la Sorgente esiste in un modo talmente vasto che le nostre menti limitate non potranno mai comprenderlo. I racconti sulla Creazione provenienti dalle antiche culture di tutto il mondo rivelano lo stesso concetto: Dio è e sempre sarà!
Nel caso di Anita abbiamo scoperto che la sua prima incarnazione come essere umano aveva avuto luogo nella Germania del quattordicesimo secolo, nei panni di una giovane e feroce donna di nome Gretchen. Dopo aver rivissuto con vividi dettagli la vita e la morte traumatica di questa donna, abbiamo condotto Anita ancora più indietro nel tempo.
Quello che abbiamo incontrato è stato un'anima, che abbiamo chiamato lo Spirito Perfetto, che doveva ancora abitare in un corpo. Prima di ciò avevamo parlato ad Anita in forma di spirito, quando si trovava nel periodo che intercorre tra una vita e l’altra, ma arrivati a questo punto realizzammo che stava accadendo qualcosa di molto insolito. Lo Spirito Perfetto cominciò a parlarci con un tono di voce rarefatto e sembrava possedere una conoscenza sulla dinamica della Creazione che non avevamo neanche lontanamente immaginato.
Lo spirito elevato di Anita ci parlò della Creazione: «Il Creatore può materializzare qualsiasi cosa Egli voglia. Il Creatore tocca qualcosa, e quello che dice avviene! È in questo modo che sono stato creato. Ha preso un po’ di bontà e mi ha creato. Io sono interamente fatto di bontà e Lui si compiace di me. Egli ha creato la Terra. Egli ha creato tutto ciò che si trova sulla Terra. Egli ha creato il nostro Sole. Egli ha creato la nostra Luna. Egli ha creato tutti i pianeti, ognuno con le sue forme di vita, i suoi spiriti».
Parlando della Creazione e della difficile condizione dell'anima umana, lo Spirito Perfetto spiegò: «La Terra è così destabilizzata che Egli ci ha chiesto di andare ad aiutare la sua gente. Sapeva che essi non avrebbero fatto come Lui aveva chiesto, ma nella sua bontà ha sentito il dovere di dare al più bello di tutti i pianeti degli abitanti, cioè degli animali dotati di conoscenza che Egli sapeva che non avrebbero usato correttamente. Sebbene Egli cerchi di aiutare le persone, esse rifiutano la fede».
Nella nostra attuale vita la vastità della Creazione ci può sfuggire, ma è meraviglioso sapere che i nostri spiriti si riuniranno con la Sorgente quando il nostro lavoro sulla Terra sarà stato compiuto.
Dolores Cannon

Meditazione mondiale del 30 novembre 2013




«L’anno scorso, vi è stato chiesto di riunire il maggior numero di persone per offrire l’Energia Amore Luce a tutti i vostri fratelli umani.
Quest’anno, riteniamo che sia opportuno farlo ancora, quindi vi chiediamo – se volete – di riunirvi in gruppo o di unirvi con il pensiero sabato 30 novembre, alle ore 21, ora francese (oppure alle ore 21, ora locale, quella del vostro paese).
Noi dei piani della Luce e dell’invisibile saremo infinitamente numerosi e ci uniremo a voi per l’offerta che verrà proposta in quella serata.
Il vostro mondo ha bisogno dell’Energia Amore Luce, i vostri fratelli umani, la natura e i diversi regni hanno bisogno di questa Energia Amore Luce.
Preparatevi a questa serata. Il giorno stesso, cercate di non mangiare troppo, e soprattutto di non assumere ciò che può appesantirvi, vale a dire la carne e naturalmente l’alcool, evitate inoltre tutto ciò che può essere troppo grasso.
Alle ore 21, sedetevi comodamente su una sedia. Prima di fare questa offerta, cercate di placare i vostri pensieri, di svuotare totalmente il vostro mentale perché è molto importante. Cercate di sentire l’Amore vibrare nel vostro cuore. Anche se non sentite niente, solo il fatto di portare la coscienza sul vostro cuore fisico o sul vostro cuore energetico permette all’Energia Amore di emanare da voi.
Tutto ciò che offrirete di più bello, cioè l’Amore Luce che è dentro di voi, sarà come portato da mani invisibili e farà il giro di tutta la Terra; esso sarà offerto ad ogni vita e a tutte le persone che ne avranno bisogno. Sarà un regalo da parte vostra, sarà un regalo da parte nostra, e come per magia una parte delle persone che riceveranno questo Amore lo offriranno a loro volta. Tutto questo sarà per loro come un impulso irrefrenabile.
Potrebbero esserci risultati sorprendenti in questa serata, ma non fate tutto questo per avere un vantaggio, fatelo semplicemente per offrire. La cosa più importante, è che offrirete questo Amore Luce e altrettanto lo offriremo noi, due o tre volte tanto ciò che avrete offerto. L’Amore Luce che scaturirà da voi verrà quindi moltiplicato.
Non è necessario fare questa offerta per un’ora. L’essere umano non è in grado di concentrarsi per un tempo troppo lungo sull’offerta di questo Amore Luce, perché alcuni pensieri lo infastidiranno. Quindi sarà meglio non farlo per troppo tempo, ma bisogna farlo bene.
In seguito, non vi verrà negato di rimanere un poco in questo stato meditativo affinché possiate ricevere ciò che dovremo offrirvi».

martedì 12 novembre 2013

Cancro – Le cure proibite

Documentario che tratta argomenti molto delicati. Le malattie e le cure alternative non conosciute ed approvate, ma efficaci. Sapete tutti cos’è la BigPharma? Come si è ufficializzata la medicina? Che potere hanno le case farmaceutiche? Ma sopratutto, perchè ancora oggi la gente deve morire di malattie come il cancro? Ma è possibile che non ci sia una cura efficace? E se c’è, perchè la tengono nascosta? Cos’è la F.D.A.? Tutela veramente la nostra salute?
In questo documentario trovate molte risposte a queste domande, in piu avrete la possibilità di conoscere che nella storia ci sono state molte persone che hanno trovato una cura possibile per il cancro, e non solo per quello….



lunedì 11 novembre 2013

LAVORANDO SU SE STESSI

Il potere del pensiero
Ci potete parlare del potere creatore che abbiamo qui ed ora nella materia ? In che modo possiamo metterlo in pratica giorno per giorno nella nostra vita?
« Tutti voi siete degli dèi creatori, ma ignorate la capacità creatrice che si trova in voi.
Il potere del pensiero è enorme, ma bisogna che sia in armonia con il vostro stato d'essere interiore, e quando desiderate servirvi del potere creatore, dall'ego non deve provenire neanche il più piccolo dubbio. L'ego è molto sottile, ha una sua vita propria, l'ego fa parte della vostra personalità.
Nel momento in cui iniziate a realizzare l'unità in voi stessi, diventa molto più facile creare attraverso il pensiero. Siete ancora un po' troppo inglobati nella materia ; dovete elevare ancora un po' il vostro tasso vibratorio e soprattutto dovete applicare le Leggi Divine, cioè creare orientandovi sempre verso l'Amore, verso la Luce, donando voi stessi, ecc. Se non create con questo spirito, la vostra creazione potrebbe ritorcersi contro di voi, ma in linea di massima non vi verrebbe data la capacità di creare tramite lo spirito.
Attorno a voi esiste ciò che noi chiamiamo la materia dell'increato. Molti esseri umani, specialmente nelle antiche civiltà, possedevano la capacità di utilizzare la sostanza dell'increato per creare tutto quello che desideravano. Non avevano bisogno di tecnologia, non avevano bisogno di macchinari, creavano esclusivamente attraverso lo spirito.
In Perù esistono delle pietre gigantesche che oggi non potrebbero essere riprodotte da nessuna tecnologia umana, nemmeno da quella più sofisticata. Quando il nostro canale ha esercitato la psicometria su una di quelle pietre, questa le ha trasmesso tutto ciò che c'era in lei.
Il minerale registra tutto ciò che vive, tutto ciò che vede, perciò ha spiegato al nostro canale in quale modo è stata concepita. Questo è avvenuto ai tempi della civiltà dei giganti, esseri che non appartenevano a questo mondo e che erano a conoscenza di tutte le loro capacità creatrici. Non erano separati dalla Sorgente come attualmente lo siete voi. Possedevano la capacità di prendere la sostanza dall'increato per creare tutto ciò di cui avevano bisogno.
Ecco perché, specialmente sul Machu Picchu, ci sono delle strutture impossibili da costruire per degli umani "normali". Ma soprattutto non sono state costruite dagli Inca, come certi scienziati o certi archeologi, che sono in errore, amano affermare. Come fare per farglielo capire ? Gli scienziati hanno la presunzione di sapere tutto, o perlomeno così credono !
In un certo qual modo è così che sono state costruite le piramidi, sebbene con un più recente metodo creatore attraverso lo spirito che consisteva nel sottrarre la densità della materia per eliminarne il peso.
Tutti i grandi monumenti di cui sono rimaste delle vestigia (non li avete scoperti tutti, anzi !) sono stati costruiti con la sostanza che si trova nell'increato e che è a disposizione di tutti quanti.
Immaginate che davanti a voi si trovi un'energia dorata, molto sottile. Voi richiamate questa energia verso di voi, la utilizzate per creare e poi manifestate quella creazione nella materia, nel mondo sul quale vivete.
Potete provare a fare questo esercizio e forse vi stupirete del risultato :
Visualizzate una mela e cercate di vedere l'energia dorata che vi circonda. Proiettate l'immagine della mela in quell'energia e cercate di sentirla nelle mani. Naturalmente non è che vedrete manifestarsi la mela, tuttavia potrete forse sentire la sua energia. Se il vostro pensiero fosse abbastanza forte, se voi foste sufficientemente allineati in voi stessi, se foste abbastanza nell'Amore e se aveste davvero coscienza delle vostre possibilità, potreste creare la mela.
Gli esseri umani possiedono così tante capacità che ignorano di avere ! Noi diciamo che è meglio così, perché sappiamo che certi esseri umani si servirebbero delle loro creazioni per favorire il lato oscuro, e questo sarebbe un dramma, perché avrebbe delle ripercussioni non solo sul vostro mondo ma anche nel vostro sistema solare e forse anche oltre.
Tutte le reali capacità dello spirito e il potere creatore saranno dati agli umani solo quando saranno divenuti saggi. Tutti voi state raggiungendo la saggezza ! Ogni giorno i vostri passi vi conducono un po' più vicini alla saggezza.
In quale modo potete acquisire saggezza ? Con l'Amore ! Saggezza e Amoresono del tutto compatibili e l'uno non può procedere senza l'altro ! »

domenica 10 novembre 2013

Scandalo Vaticano: “Filmini delle orge sono in Ticino


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Il presidente di un’associazione che per anni ha raccontato di abusi ai minori da parte di sacerdoti: “video hard si trovano in una cassaforte a Lugano”. Magistrati aprono fascicolo.
I filmati hard di festini in Vaticano sono conservati nella cassaforte di unnotaio di Lugano. Me lo ha raccontato un imprenditore che lavora con la Santa Sede e io ho portato tutte le carte ai giudici”. 
Parla Francesco Zanardi, presidente della “Rete abuso”, un’associazione italiana che ha raccolto negli anni decine e decine di denunce di giovani vittime di sacerdoti e che le ha puntualmente girate alla polizia. 
Due anni fa da Zanardi si è presentato un imprenditore. E gli ha raccontato una storia di festini e adescamenti di ragazzi. Di fatti scabrosi accaduti dentro le mura della Santa Sede. “Ho preso il suo racconto con le pinze, inizialmente con molta diffidenza – racconta Zanardi -. Perché venire da me e perché dirmi quelle cose orribili? Mi ha risposto d’essere rimasto disgustato da quel mondo e che voleva uscire da un giro in cui era stato introdotto da un noto manager vicino alla Santa Sede. Erano i giorni in cui si parlava del Corvo in Vaticano. Ho capito, però, che qualcosa di vero c’era”.
Zanardi, molestato da bambino, è una specie di“cacciatore di pedofili”. Viaggia in lungo e in largo per l’Europa, ha un database ricco di dati, nomi e fatti. Cerca di capire dove sono finiti i preti condannati, se sono ancora in attività e se hanno ancora a che fare con i ragazzi. Raccoglie le notizie, le verifica, e se ritiene che abbiano un fondo di verità e un profilo penale le passa alla magistratura. È lui che ha scovato nell’esilio di Pietra Ligure don Italo Casiraghi, l’ex parroco di Gordola condannato nel 2005 per atti sessuali con fanciulli. “L’ho anche filmato, e il video l’ho messo su internet, mentre celebrava la messa – racconta -. E pensare che il parroco del paese mi aveva detto che non era più in attività”. 
Ora si ritrova tra le mani un caso che per il Vaticano potrebbe avere effetti devastanti. “Man mano che l’imprenditore spiegava circostanze e fatti gli chiedevo dei riscontri – racconta-. Mi ha dato numeri di telefono, fatto nomi e cognomi, in molti casi è stato davvero dettagliato. Mi ha messo anche in contatto con un ragazzo coinvolto in uno dei festini ai quali partecipavano, mi ha detto l’imprenditore, che peraltro è gay, alti prelati, di cui mi ha fornito pure nome e cognome”. 
Il rischio di incagliarsi in una bufala, nel racconto di un millantatore, però c’era. “E io ne ero perfettamente consapevole, ma sono stato al gioco – spiega il responsabile di “Rete abuso”, che aveva intuito che quell’uomo voleva anche informazioni da lui -. Forse, ho pensato, per ricattare qualcuno, per estorcere soldi. Chissà? Questo l’ho pensato quando mi ha detto che alcuni ragazzini, durante le feste, hanno fatto dei video di nascosto con i telefonini. Ho chiesto quei filmati, ma non li ho mai avuti”. Tanto che gli incontri con l’imprenditore, che lavorandoci ha un accesso diretto in Vaticano, sono improvvisamente cessati. Poi si è rifatto vivo. 
“E mi ha raccontato che quei filmati li aveva messi al sicuro - dice ancora Zanardi -. Mi ha detto che li aveva affidati, in due copie, uno a un notaio di Roma e l’altro ad un notaio di Lugano, perché in Svizzera è più difficile arrivare. Anche in questa circostanza mi ha fatto nomi e cognomi, e ho verificato che effettivamente quei professionisti esistevano. Tutte le indicazioni le ho passate alla magistratura di Savona, dove ha sede la nostra associazione”.
I magistrati hanno aperto un fascicolo procedendo per adescamento, perché il reato di violenza sarebbe stato concluso e portato a termine in uno Stato estero, il Vaticano appunto. Ora il fascicolo è stato chiuso e per competenza territoriale è passato a un’altra procura, probabilmente sempre in Liguria. Della vicenda hanno parlato a lungo i giornali italiani e se ne è discusso anche in alcune trasmissioni televisive. “Io suppongo che i magistrati italiani abbiano interpellato i loro colleghi ticinesi per capire chi sia questo notaio – conclude Zanardi -. Ed è anche possibile che si vada a fondo della faccenda. Non so se questa storia sia vera e sino a che punto; questo lo dovranno dire i giudici. Io avevo uno scrupolo di coscienza ed è per questo che sono andato in procura a raccontare tutto”.
Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Il Caffè - che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

domenica 3 novembre 2013

Cosa succederebbe se ci fosse un ritorno alla Lira?

L’Italia non ha bisogno di migliorare la sua posizione competitiva: la vera conquista di un ritorno alla Lira risiederebbe nella possibilità di indirizzare autonomamente le decisioni di politica fiscale e monetaria.
L’uscita dall’Euro dell’Italia e degli altri paesi appartenenti all’area Euro è oramai un tema ricorrente all’interno del dibattito politico ed economico internazionale.
Chiunque si interessi al giorno d’oggi di questioni economiche non può fare a meno di imbattersi in alcune domande chiave quali: conviene a paesi quali Italia, Grecia, Spagna uscire dall’Euro? Cosa succederebbe se l’Italia ritornasse ad adottare una valuta nazionale?
Comune denominatore (non il solo, ma di gran lunga prevalente) delle posizioni a favore dell’uscita dell’Italia dall’area monetaria unica è il seguente: con un ritorno ad una propria moneta nazionale il nostro paese beneficerebbe di notevoli guadagni dicompetitività sui mercati esteri, le esportazioni aumenterebbero e il saldo della bilancia commerciale segnerebbe un bel più
Ciò anche in ragione di quella che, a parere della maggior parte del mondo politico e accademico, viene presentata come la vera causa del sorgere della crisi dell’Eurozona, ossia i deficit commerciali registrati dai paesi periferici dell’area.

Perchè un ritorno alla Lira?

L’uscita dall’Euro, infatti, sarebbe accompagnata da un ritorno alla valuta nazionale, il cui valore rispetto all’Euro non starebbe in un rapporto di parità (1:1), bensì inferiore (ad es: 1: 0,5). La svalutazione, ossia la perdita di valore della valuta nazionale rispetto all’Euro, consentirebbe, a parità di tipologia e qualità di merci vendute sui mercati internazionali, di incrementare la quota di mercato italiana tramite un aumento della quantità di beni venduti all’estero, migliorando il saldo della bilancia commerciale (in deficit a causa dell’importazione netta di beni energetici).
Sempre considerando la bilancia commerciale italiana, la svalutazione della moneta nazionale rispetto all’Euro avrebbe però effetti negativi dal lato dei beni importati, causando un aumento del valore dei beni acquistati all’estero, contribuendo quindi ad un peggioramento del saldo con l’estero.

Ma l’Italia ha effettivamente bisogno di riacquistare competitività?

Poichè siamo scettici di natura, andiamo a guardarci un po’ di dati sul commercio estero dell’Italia.
Il grafico qui sopra (dati FMI) riporta i dati del saldo delle partite correnti in rapporto al Pil (ossia la differenza tra esportazioni di beni e servizi con aggiunta la differenza tra redditi in entrata e in uscita dal paese. I redditi in uscita sono rappresentati ad esempio dagli interessi che lo Stato italiano paga sui titoli detenuti da residenti esteri: come sappiamo da un precedente articolo che si trova qui, la quota di maggioranza dei titoli pubblici nostrani è detenuta proprio da soggetti esteri).
L’andamento nettamente discendente della serie a partire dal 2000 fino al 2010, anno in cui il rapporto tra saldo delle partite correnti e Pil ha raggiunto il -3,5%, ha fatto scattare l’allarme. Ecco, si dice, a scatenare la crisi dell’Euro non sono stati gli “insostenibili” livelli del debito pubblico, bensì il peggioramento dei rapporti con l’estero; un’uscita dall’euro e un ritorno alla Lira consentirebbero allora di riacquistare la competitività perduta nel corso del primo decennio della moneta unica, la quale non ha consentito ai paesi membri di adoperare il meccanismo della svalutazione per riequilibrare i deficit commerciali.
L’inversione di tendenza del dato a partire dal 2010 sarebbe il frutto della crisi la quale, deprimendo la domanda aggregata, avrebbe depresso anche le importazioni, con ciò riequilibrando parzialmente lo squilibrio esterno.
I dati riportati qui sopra (dati Ameco) ci dicono però che l’andamento di esportazioni e importazioni di beni e servizi italiani nel corso dell’ultimo decennio non è stato così drammatico. Ad eccezione del periodo compreso tra gli inizi del 2008 e la fine del 2010, il saldo è stato, in media, grosso modo in pareggio. In più, se si osserva l’orizzonte temporale compreso tra il 2009 e il 2013, si vede come le esportazioni abbiano sperimentato un trend crescente, mentre le importazioni hanno cominciato a diminuire solo a partire dal 2011.
La serie del grafico sopra (dati Ameco), che misura la differenza tra esportazioni e importazioni di beni e servizi, ci fa vedere come, in effetti, un vero e proprio saldo negativo è riscontrabile nel periodo compreso tra il 2008 inoltrato e il 2011, mentre già a partire dal 2010 si registra una tendenza al miglioramento del saldo.
A seguito della crisi, allora, sono sì diminuite le importazioni, ma sono contemporaneamente aumentate in misura maggiore anche le esportazioni; proprio questo aumento è la causa principale del miglioramento del saldo della bilancia commerciale italiana che, secondo le stime, nel 2013 raggiungerà un valore positivo pari a circa 60 miliardi di euro.

Re: Perchè un ritorno alla Lira?

Ci sembra allora, anche se non abbiamo alcuna pretesa di esaurire l’argomento, che l’Italia non abbia poi più di tanto bisogno di beneficiare di una maggiore competitività. Un paese che è l’ottavo esportatore mondiale (secondo in Europa solo alla Germania) e che ha una quota sull’export internazionale pari al 3,0% non sembra da biasimare, almeno per le performance con l’estero.
Un problema forse più importante che il paese si troverebbe ad affrontare in seguito alla svalutazione rispetto all’Euro della moneta nazionale, risiederebbe nel rischio di un aumento del valore dell’energia importata, la quale entra in maniera consistente nel paniere dei beni che misurano l’indice dei prezzi al consumo, ossia il principale deflatore dei salari reali.
Un aumento dell’indice dei prezzi al consumo, dati i salari monetari, condurrebbe ad un’ulteriore diminuzione dei salari reali, già in netta discesa negli ultimi anni, come evidenza il grafico qui sotto (dati Ameco), in cui si mette in evidenza l’andamento decisamente negativo registrato dalle retribuzioni reali a partire dal 2011, con un ritorno ai livelli negativi del 2002:
E’ questa un’eventualità da considerare con estrema attenzione (non l’unica, ovviamente: si pensi alle possibili perdite in conto capitale che gli istituti di credito potrebbero subire a seguito di una svalutazione del valore dei titoli) , in quanto unasituazione distributiva già particolarmente a sfavore delle classi medio-basse non ha di certo bisogno di essere alimentata, anzi: urge al contrario la necessità di una netta inversione di tendenza, e un eventuale ritorno alla Lira non dovrebbe, a parere di chi scrive, contrapporsi ad una simile impellenza, bensì favorirla e sostenerla.
Di più, la vera conquista per l’Italia di un ritorno alla moneta sovrana sarebbe quello di riacquistare autonomia decisionale in materia di politica fiscale e monetaria. Si potrebbe finalmente rompere quel rapporto (ormai saturo) con l’autorità monetaria europea, in maniera tale da poter abbattere i vincoli alla spesa stabiliti da Maastrichte le barriere economiche e istituzionali imposte dalla BCE nel poter operare come prestatore di ultima istanza.
Più spesa pubblica significa infatti maggiore occupazione, produzione e reddito. Un più elevato livello di occupazione comporterebbe prima o poi, grazie al maggiore potere contrattuale della classe lavoratrice, più elevati salari reali.
Inoltre, senza i paletti che limitano e rinnegano la spesa in deficit dello Stato e con una banca centrale nazionale operante da prestatore di ultima istanza, si potrebbero perseguire contemporaneamente gli obiettivi di piena occupazione e di contemporaneo sostegno ai titoli pubblici nazionali.
Cosa succederebbe allora se ci fosse un ritorno alla Lira? La risposta è: si potrebbero finalmente prendere decisioni in autonomia e nell’interesse collettivo.
Tutto sta nel vedere se c’è davvero qualcuno disposto ad attuarle.

Muore a 125 anni fumando marijuana ogni giorno

Non ha mai sofferto di malattie degne di nota ed aveva un fisico perfetto per la sua etàNon ha mai sofferto di malattie degne di nota ed aveva un fisico perfetto per la sua età
Fulla Nayak è morta di recente all’età di 125 anni fumando canapa indiana fino all’ultimo giorno della sua esistenza. Non ha mai sofferto di malattie degne di nota ed aveva un fisico perfetto per la sua età.
Era nata a Kanapur, nello stato dell’Orissa, e sosteneva che la sua longevità era dovuta proprio al fatto di fare uso quotidiano della ganja. Viveva con la figlia più giovane di 92 anni, era popolare tra gli abitanti del suo villaggio, per l’amore che professava per la ganja, della quale faceva uso quotidiano, oltre al succo di palma e di tè caldo.
Anche se il suo record di longevità non è stato mai accertato con certezza dagli esperti del Guinness dei primati, come si può vedere dalla foto la donna era certamente molto anziana, un duro colpo per le teorie dei proibizionisti.
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Berlusconi, l’Onu e il “giallo di Chiasso”

berlusconi odierne bizzi onuBERLUSCONI, L’ONU E IL “GIALLO DI CHIASSO”
La notizia di una colossale truffa da 1.000 miliardi di Dollari
di Nicola Bizzi
Una notizia di gravità inaudita che riguarda direttamente il nostro Paese e le sue istituzioni, passata naturalmente sotto silenzio su tutti i giornali e sugli organi di informazione “di regime”, è stata recentemente divulgata da Benjamin Fulford, ex Capo Redattore della prestigiosa rivista americana Forbes per la regione dell’Asia e del Pacifico, attraverso il suo sito internet. Fulford, attualmente portavoce di un’organizzazione asiatica in conflitto, politicamente e finanziariamente, con le lobby finanziarie e militar-industriali di alcuni paesi dell’Occidente, non è nuovo a rivelazioni scottanti, sempre ben documentate e circostanziate. Si è infatti a lungo occupato, negli ultimi tempi, di denunciare i retroscena di molte vicende oscure dell’economia e della politica internazionale, dal fallimento della Lehman Brothers fino agli attentati dell’11 Settembre 2001. Ma passiamo a esaminare nel dettaglio quest’ultima notizia, diramata in Italia dal giornalista investigativo Massimo Mazzucco.
La Repubblica Italiana, l’ex Premier Silvio Berlusconi, la nostra Guardia di Finanza, le Nazioni Unite ed il suo Segretario Ban-Ki-Moon, l’Ambasciatore italiano all’ONU Ragaglini, l’Ambasciatrice italiana a Ginevra Laura Mirachian, il World Economic Forum (Davos), l’Office of International Treasury Control, ed altri personaggi più o meno conosciuti, sono stati citati in giudizio da un cittadino americano per aver partecipato ad un complotto internazionale allo scopo di impossessarsi illegalmente di un pacchetto di Buoni del Tesoro, quasi tutti americani, per il valore nominale di 145,5 miliardi di Dollari, ma con un valore attuale di mercato, considerati gli interessi e le rivalutazioni, stimato intorno a 1 bilione (1000 miliardi) di Dollari!
La citazione in giudizio sarebbe stata depositata il 23 Novembre scorso presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti dallo studio legale Bleakley Platt & Schmidt, che ha sede nello stato di New York, a nome di Neal F. Keenan, un cittadino americano residente in Bulgaria, che compare sia a titolo personale che in rappresentanza di un “gruppo di famiglie asiatiche” non meglio identificate, definite con il nome fittizio di “Dragon Family”.
La querela, come sottolinea Massimo Mazzucco, compare negli elenchi ufficiali di PACER (Public Access to Court Electronic Records), l’archivio elettronico dove è possibile consultare tutte le cause depositate presso le Corti Distrettuali e le Corti d’Appello degli Stati Uniti, che si possono anche scaricare al costo di 8 centesimi a pagina. Il giornalista americano David Wilcock, personaggio noto a chi si occupa di contro-informazione politica ed economica, ha già svolto questa operazione, ed ha messo a disposizione la citazione completa in formato PDF, dopo averne dato la notizia alla radio americana e sulla rete.
Il sito Courthouse News, che si occupa di questioni di tipo legale, ha commentato il fatto con un articolo del 5 Dicembre intitolato “Bizzarra querela da un bilione di dollari”, nel quale ne riassume sommariamente il contenuto, decisamente complesso e intricato, anche perché riguarderebbe eventi storici che risalgono a quasi un secolo fa.
Secondo quanto riportato nella querela, nel 2009 gli uomini della Dragon Family avrebbe affidato a Keenan la gestione di un pacchetto di “strumenti finanziari”, affinché facesse per loro conto investimenti internazionali di vario tipo. Secondo i dati che abbiamo riscontrato, questo “pacchetto” comprendeva:
a) 249 titoli da 500 milioni di Dollari ciascuno, emessi nel 1934 dalla Federal Reserve, per un valore nominale complessivo di 124,5 miliardi di dollari;
b) due serie di titoli del governo giapponese, emesse nel 1983, per un valore di oltre 9,5 miliardi di Dollari ciascuna;
c) un titolo unico da 1 miliardo di Dollari, chiamato “Kennedy Bond”, emesso dal governo americano nel 1998.
Da cui il totale, appunto, di 145,5 miliardi di Dollari.
Naturalmente è il pacchetto di titoli della Fed del 1934 che richiama subito l’attenzione, non solo perché rivela una storia veramente complessa alle sue spalle, ma perché è sulla base del valore originale (125 miliardi di Dollari) che vengono calcolati gli interessi accumulati fino ad oggi, che sono stimati in 968.000.000.000 (novecentosessantottomila) miliardi di Dollari. Quasi un bilione, appunto.
Questi titoli furono emessi dalla Fed come ricevuta per le ingenti quantità di oro ed altri metalli preziosi che la Dragon Family aveva trasferito negli USA come misura precauzionale, temendo una invasione militare della Cina da parte del Giappone (cosa che poi è avvenuta, nel 1937).
Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale la Dragon Family chiese la restituzione dell’oro consegnato alla Fed, ma si trovò di fronte ad una lunga serie di “intoppi legali” che di fatto gli impedirono di rientrarne in possesso.
Dal 1946 in poi, infatti, la storia si complica enormemente, con una vera e propria ragnatela di collegamenti fra decine di personaggi e di organizzazioni di livello mondiale, tanto da risultare molto difficile da riassumere, e ancora più difficile da verificare.
Notiamo solo che fra queste organizzazioni compare anche il misterioso OITC (Office of International Treasury Control), che è considerato una delle più grandi organizzazioni finanziarie nel mondo, e che sostiene di esser affiliato all’ONU e alla Fed, ma con cui sia l’ONU che la Fed negano ufficialmente di aver mai avuto a che fare.
Teniamo presente che, come osserva giustamente Mazzucco, non stiamo parlando della scomparsa di qualche dozzina di Euro, ma di un sistema mondiale di finanza occulta che parte dal presunto trafugamento di tutte le riserve auree custodite ufficialmente a Fort Knox (c’era forse anche l’oro della Dragon Family?), e che coinvolge oggi bene o male tutte le più importanti organizzazioni finanziarie mondiali, all’interno di un “universo parallelo” in cui il traffico e il riciclaggio di titoli di stato “duplicati” – cioè sostanzialmente falsi – sarebbe all’ordine del giorno.
In ogni caso, riprendiamo la vicenda dal 2009, perché è in quell’anno che i famosi titoli della Fed ricompaiono nella mani di Keenan per essere investiti in “operazioni su grande scala di tipo umanitario”. Per svolgere questo compito Keenan era affiancato da un emissario di fiducia della Dragon Family, Akihiro Yamaguchi, che era già fisicamente in possesso dei titoli a partire dal 2006. Sarebbe stato lui a presentare Keenan alla Dragon Family.
Yamaguchi e Keenan passarono alcuni mesi in Svizzera, valutando le diverse possibilità di investimento che gli venivano proposte dalle banche locali per conto dei loro clienti in tutto il mondo.
Verso la fine di Maggio del 2009 sembrava che finalmente si stesse per concludere un accordo con un gruppo finanziario che viene definito nella querela come “il gruppo dei Turchi”. Ma il 3 di Giugno accadde un fatto imprevisto: due cittadini giapponesi furono arrestati al confine di Chiasso dalla Guardia di Finanza, mentre cercavano di trasferire in Svizzera un pacchetto di titoli di stato americani nascosti nel doppiofondo della valigia. Curiosamente, il pacchetto conteneva 249 titoli della Federal Reserve del 1934 da mezzo miliardo di dollari ciascuno, e 10 “Kennedy Bonds” da 1 miliardo ciascuno, per un valore nominale complessivo di 134,5 miliardi di Dollari.
Probabilmente qualche lettore di Novum Imperium si ricorderà di questa notizia, che finì su tutti i giornali nel Giugno del 2009. Personalmente conservo ancora in archivio l’articolo di Luca Fazzo uscito su Il Giornale il 6 Giugno 2009, il cui titolo recitava: “Due giapponesi fermati alla dogana di Chiasso con titoli USA pari a sette volte l’ultima finanziaria”.
Questa notizia clamorosa stava per rimbalzare sulle testate di tutto il mondo, ma gli Americani si affrettarono a dichiarare che quei titoli sarebbero stati “falsi”, e la cosa si spense sul nascere. I due Giapponesi furono rilasciati, e i loro nomi non furono mai comunicati ufficialmente (Keenan sostiene che uno dei due fosse proprio Yamaguchi).
Diversi tentativi fatti da giornalisti americani per saperne qualcosa di più finirono nel nulla: l’ambasciata giapponese non dava nessuna conferma del fatto, la Guardia di Finanza non aveva informazioni aggiuntive da offrire, e il tesoro americano minimizzava la cosa, confermando che i titoli fossero “sicuramente falsi”.
Naturalmente ci credettero soltanto Topolino e i Sette Nani, ma questo fu sufficiente a tranquillizzare il pubblico americano, mentre la vera storia riprendeva a dipanarsi dietro le quinte.
Lo stato italiano, “tramite Berlusconi”, contattò il governo cinese, offrendo la restituzione dei titoli in cambio del 40% del loro valore nominale (la cifra corrispondente alla penale da pagare in caso di esportazione clandestina di denaro). Ma la trattativa si arenò quando i Cinesi pretesero in cambio che l’Italia saldasse il suo debito complessivo contratto fino a quel giorno con la nazione cinese, che naturalmente ammontava ad una cifra ben superiore a quella che stavano trattando.
Nel frattempo Keenan, attraverso alcuni contatti con esponenti della Massoneria che dichiaravano di avere informazioni utili per rientrare in possesso dei titoli rubati, entrò in contatto con un certo Daniele Dal Bosco, che sosteneva di agire a nome e per conto dell’OITC. Dal Bosco disse a Keenan che i titoli sarebbero stati investiti in un modo decisamente più efficace attraverso certe organizzazioni umanitarie dell’ONU a cui erano collegati, e suggerì che la loro tutela venisse trasferita temporaneamente al “suo gruppo”, per maggiore sicurezza (fino a quel momento il titolare unico era Keenan). Dal Bosco informò anche Keenan che la Guardia di Finanza sarebbe stata disposta a restituire i titoli per il 10% del valore nominale, ma Keenan rispose che la Dragon Family non era interessata a pagare un solo centesimo per qualcosa che già possedeva legalmente da oltre 70 anni.
Nelle settimane seguenti la faccenda si complica ulteriormente, con l’entrata in scena di diversi personaggi, che vanno da agenti dei servizi segreti bulgari ad un certo Giancarlo Bruno, direttore delle operazione finanziarie del World Economic Forum di Davos, che diceva di essere anche un “consigliere finanziario del Vaticano” e “tesoriere dei Massoni”. Bruno sosteneva che il buon fine dell’operazione fosse garantito fin dall’inizio, in quanto avevano già stipulato gli accordi preliminari con i loro contatti alle Nazioni Unite. Le ultime perplessità di Keenan scomparvero dopo una telefonata da parte di Laura Mirachian, la rappresentante permanente per l’Italia alle Organizzazioni Internazionali di Ginevra, che confermava che “siamo tutti protetti dall’alto”, che “nessuno, compreso Keenan, ha motivo di temere ripercussioni di alcun tipo”, e che “la nostra gente a New York ha già avuto l’approvazione da parte di Ban-Ki-Moon, anche se ovviamente negheranno tutto se interpellati al riguardo”.
Insomma, per farla breve, Keenan si convinse di essere in ottime mani, e firmò la cessione temporanea dei titoli a Dal Bosco, il quale si impegnava alla restituzione incondizionata dei medesimi in qualunque momento. Inutile dire che da quel giorno in poi dei titoli non si è mai più saputo nulla.
Dopo aver cercato inutilmente di rientrarne in possesso, Keenan avrebbe quindi deciso di presentare la sua querela contro tutte le entità coinvolte, “per aver cospirato nella sottrazione illegale dei titoli di proprietà della Dragon Family di cui era il responsabile”.
Qui, come giustamente sottolinea Mazzucco, ovviamente si apre un tale ventaglio di ipotesi e di possibilità, per spiegare cosa possa essere realmente accaduto, a cui solo la fantasia può mettere un limite. Oltretutto, non possiamo nemmeno stabilire fino a che punto le accuse da parte di Keenan siano fondate e fino a che punto possano essere il frutto di una sua invenzione. Di una cosa siamo però certi: la querela esiste, e i suoi contenuti sono sostanzialmente quelli che abbiamo descritto.
Non ci aspettiamo certo che i biechi servi del sistema bancario che stanno al Governo ci dicano la verità sulla questione, o che qualche coraggioso onorevole si svegli una mattina e decida di fare in merito un’interrogazione parlamentare. Nessuno dei membri della “casta” di Montecitorio lo farebbe, rischiando in questo modo di mettere a repentaglio la propria carriera politica e giocandosi la rielezione. Si tratta, del resto, come ci sembra di capire, di un gioco troppo grande e troppo pericoloso per certi panciuti e ben stipendiati rappresentanti del popolo italiano, sia di “destra” che di “sinistra”.
È d’obbligo però, a questo punto, un’amara considerazione: mentre centinaia di miliardi di Dollari sembrano muoversi disinvoltamente nell’oscurità, a nostra totale insaputa, gli Italiani vengono sempre più spremuti e vessati da un governo espressione dei poteri forti e dei grandi gruppi bancari.

Letta teme il risveglio dei popoli europei ed invita la UE ad intervenire

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Urge una grande battaglia europeista: l’Europa dei popoli contro l’Europa dei populismi. Questa e’ la posta in gioco nei prossimi sei mesi”. E’ la ‘chiamata alle armi’ contro i ‘nemici’ dell’Europa che lancia all’opinione pubblica europea il premier Enrico Letta, in una intervista concessa allo spagnolo El Pais, al polacco Gazeta Wyborcza, al francese Le Monde, al tedesco Suddeutsche Zeitung, all’inglese The Guardian e alla Stampa, chiedendo di abbandonare la ”timidezza nella battaglia politica” e sottolineando che nella prossima
legislatura Ue ”la scommessa di fondo e’ passare dalla austerita’ alla crescita, una scommessa che il Parlamento piu’ euroscettico della storia rischia di azzoppare”.
Letta intanto rassicura l’Europa sul fatto che il suo governo andra’ avanti: con le dimissioni dei ministri, racconta, ”ho iniziato a fare gli scatoloni”, dopo pero’ ”il Parlamento mi ha dato una fiducia larga” e ”dal 2 ottobre abbiamo maggiori forze e guardo al futuro con fiducia”. In Europa, dice c’e’ ”una grande sottovalutazione del rischio di ritrovarsi nel prossimo maggio il piu’ anti-europeo Parlamento europeo della storia” e ”se i populisti in Europa superassero una percentuale del 25 per cento questo sarebbe molto preoccupante”.
Per evitarlo bisogna ”alzare la bandiera dell’Europa che lotta contro la disoccupazione, lanciando nei prossimi Consigli un grande Progetto giovani”, oltre a tornare a parlare di industria, come fara’ il prossimo Consiglio di febbraio. Ed essere ”uniti sull’immigrazione” perche’ ”non e’ un caso che Grillo in questa circostanza abbia seguito politiche di destra”. a questo proposito Letta spiega anche che ”abbiamo un debito di riconoscenza nei conofronti di Lampedusa, tanto che – annuncia – nella Legge di stabilita’ mettero’ un emendamento con opere compensative che riguarderanno l’isola diventata un simbolo”.
Contro i populismi in Italia la chiave ”sta nella capacita’ di far diventare leggi entro quella data, l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e la riforma elettorale”. E anche sulle riforme ”penso che entro l’estate possiamo chiudere la partita”. ”Io – aggiunge il premier – lavoro perche’ si cambino le regole e si torni nel 2015… quando sara’, nel 2015 si torni a un confronto elettorale nel quale i cittadini possano scegliere tra due opzioni e questa scelta porti poi alla espressione di un governo”.
Letta si dice ”fermamente intenzionato e convinto di andare avanti su questa strada. Anche perche’ i risultati si cominciano a vedere”. Nel 2014 ”l’Italia sara’ uno dei Paesi piu’ virtuosi d’Europa: per la prima volta, dopo 5 anni, il debito scendera’. Avremo il deficit di nuovo sotto il 3%”, ma anche la spesa pubblica primaria che scende. Si fermera’ la crescita delle tasse, avviando il calo. Avremo il segno piu’ sulla crescita e speriamo di fermare l’aumento della disoccupazione”. (ANSA).

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